
1970 "SPORTMAX", INVERNO '71/'72 (collezione)
Committente: Max Mara, Reggio Emilia
"Una moda-design sta entrando sempre di più nel gusto della donna di oggi… Vogue, attenta ai mutamenti del gusto e del costume e ai passi avanti compiuti dalle industrie, presenta una rivoluzionaria collezione preparata da Nanni Strada per Sportmax, nata filtrando componenti folk e pop attraverso il design, e tenendo presente nuovi sistemi di confezione lontani da quelli tradizionali."
"Il design nella moda - Da nuove tecniche industriali nasce un diverso modo di vestire"
VOGUE ITALIA, novembre 1971
La collezione di capi spalla disegnati da Nanni Strada per "Sportmax" propone un'immagine ampia e libera, svincolata dai drastici punti di riferimento dettati dalla tradizione sartoriale: le abbottonature fisse vengono sostituite da allacciature regolabili e l'assemblaggio delle parti del modello è ottenuto con "cuciture-saldature", realizzate con macchine a due aghi (doppia copertura) senza sovrapporre i lembi di tessuto, rifinendo al tempo stesso il dritto e il rovescio. Il capo è dunque completamente reversibile anche nei particolari dell'orlo e delle bordature ed è privo di fodere e interni: il tessuto è un feltro soffice, senza "verso" e senza rovescio. Il colore diventa elemento primario, come messaggio intenso slegato dalla logica stagionale che prevede solo tinte classiche tradizionali.
Ispirandosi alle ricerche sull'abbigliamento orientale svolte a Londra, partendo dagli studi dell'etnografo Max Tilke, Nanni Strada teorizza dunque la vivibilità dell'abito orientale geometrico e piatto, contrapponendolo a quello di derivazione sartoriale occidentale. Introduce così nell'abbigliamento prodotto industrialmente concetti che diventano moda ma che si basano sulla metodologia progettuale del design.
VISUALIZZAZIONE DELLA COLLEZIONE ETNOLOGICA / SPORTMAX
Per meglio evidenziare il concetto di abito bidimensionale e geometrico, autonomo rispetto alle misure del corpo e al sistema delle taglie, Nanni Strada visualizza la collezione "giù dal corpo": l'abito diventa così oggetto di design nella sua essenzialità.
Questo precedente diventa linguaggio fotografico per i servizi di moda e viene colto e proposto da "Vogue Italia" sul numero di novembre 1971. Nel servizio di quattro pagine intitolato "Il design nella moda", Oliviero Toscani alterna immagini di capi fotografati piatti a "close-up" che sottolineano gli aspetti ed i dettagli più significativi della collezione, adottando uno stile già proposto all'estero da "Nova", la rivista londinese d'avanguardia.
IL CONTESTO
Gli anni '70 si aprono all'insegna della guerra del Vietnam e trascinano i movimenti giovanili verso la protesta. L'entusiasmo della passeggiata sulla luna sembra già dimenticato e il mondo giovanile pacifista guarda verso Oriente: le filosofie orientali, la musica, le droghe leggere sono l'inizio di un viaggio che porterà a un incontro Oriente-Occidente del tutto nuovo e dalle conseguenze impreviste.
MOSTRE e MUSEI
2000: "Mutation Mode - 1960:2000", Musée Galliera, Musée de la Mode de la Ville de Paris, Parigi
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