
1973 "LA PELLE" (meta-progetto)
Committente: Calza Bloch S.P.A., Milano
"The clothes of the future? Nanni Strada's amazing garments, made by the same circular methods as for tights and stockings - actually on the same machines - may well be that."
"Tight clothes" di Ann Boyd
THE OBSERVER, 3 marzo 1974
DESCRIZIONE PROGETTO
Progettare con le macchine e realizzare un abito infinito con tubolari di maglia tessuti automaticamente, utilizzare le tecnologie esistenti per produrre il collant senza cuciture e ipotizzarne gli sviluppi spostando il limite fino a riuscire a vestire tutto il corpo: questi gli obiettivi del meta-progetto "La Pelle" che, diventando sistema, introduce anche l'uso di cuciture elastiche funzionali nell'intento di creare nuove tipologie di indumenti.
E' con il supporto di Calza Bloch S.p.A che Nanni Strada realizza infine questo "sogno di design avanzato": ottenere un abito avveniristico prodotto con un solo processo di tessitura, come se fosse un oggetto stampato, semplicemente introducendo il filo nella macchina che restituisce l'indumento finito. I metodi politubolare, monotubolare, Pilot, Pantysol (primo abito al mondo senza cuciture), e il suo sviluppo ("metodo Strada"), permettono infatti di realizzare una serie di prototipi che, utilizzando le fibre sintetiche di prima generazione, vanno a costituire l'origine della produzione "seamless" (indumenti privi di cuciture).
I processi produttivi dei vari metodi, visualizzati nel film "Il Manto e la Pelle" presentato nel 1973 in Triennale, danno luogo a indumenti che verranno citati in tutti i testi di design e presentati in molte manifestazioni in Italia e nel mondo.
Ci vorranno vent'anni perché il sistema di distribuzione si adegui all'innovazione concettuale e di conseguenza si verifichi l'accettazione da parte del pubblico di questi prodotti che, tra l'altro, segnano un precedente storico anche per i successivi abiti tubolari di Starck e di Miyake. Infatti, il seamless si afferma sul mercato dell'intimo e dell'abbigliamento a pelle negli anni '90, grazie alla straordinaria evoluzione delle fibre sintetiche e microfibre, diventando elemento base del guardaroba femminile.
IL CONTESTO
Verso la metà degli anni 60 l'avvento della minigonna dà un imprevisto ed improvviso sviluppo alle calze da donna, indumento che fino ad allora era stato considerato poco più che un capo di biancheria intima. La calza che, dopo l'introduzione del filo di nylon, aveva assunto il ruolo di make-up della gamba (prima con la riga e poi con una velatura sempre più sofisticata), conquista ora la dignità di un vero e proprio capo di abbigliamento.
Inizia allora lo sviluppo di una tecnologia tessile destinata a rendere sempre più anatomico l'indumento e sorge la necessità di ottimizzare i processi di produzione, accorciando i tempi di fabbricazione.
PREMI / RICONOSCIMENTI / MOSTRE e MUSEI
Vedi scheda "Il Manto e la Pelle"
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