
1975/1979 "ORIENTE E CINA" (progetto e collezioni)
"Secondo la tendenza più nuova e interessante della moda d'oggi, quello che conta è il rifiuto di ogni "pasticcio"… a favore di un disegno del massimo rigore e semplicità, un vero "industrial design" applicato all'abbigliamento, che usa la pezza di tessuto in tutta la sua superficie."
"Come è l'abito nel pacchetto" di Camilla Cederna
L'ESPRESSO (Rubrica "Il lato debole"), 4 aprile1976, N.14
"Sono gli abiti del futuro, senza fronzoli e inutili complicazioni… ospitati finora più sulle riviste di architettura che su quelle di moda perché vengono inventati con l'accuratezza e la funzionalità dei mobili a incastro e degli oggetti da design…"
"L'Oriente in scatola" di Francesca Grazzini
PANORAMA, 21 agosto1975
Le collezioni di Nanni Strada per "Oriente e Cina" sono l'applicazione declinata delle teorie sull'abito geometrico ispirato alla vestibilità orientale. Sono abiti interstagionali, in tessuti dall'immagine volutamente "povera" ma per questo chic; bidimensionali e pieghevoli, sono confezionati e venduti in un packaging piatto.
I capi delle collezioni introducono inoltre un nuovo uso del colore, una sensibilità cromatica e materica che va al di là della stagionalità: esempio di rigore e linearità, l'abito non è dunque più legato agli schemi tradizionali, ma impone un'eleganza passe-partout, austera ed innovativa al tempo stesso.
Il successo di "Oriente e Cina", decretato da un pubblico intellettuale e sofisticato, è dovuto anche alla novità della formula distributiva: gli abiti sono presentati insieme a oggetti per la casa, a mobili e ad accessori, come in un bazaar ideale dove la selezione corrisponde ad una scelta culturale che supera le barriere merceologiche.
Gli abiti in "free size" (taglia libera) di "Oriente e Cina" sono scelti per la loro particolare vestibilità da "Grazia", il settimanale femminile di Mondadori, per le "Offerte speciali", vendite per corrispondenza effettuate attraverso la rivista. Ogni numero propone un capo attuale e diverso, in due varianti di colore. Le offerte raggiungono dei record di migliaia di capi venduti su tutto il territorio nazionale.
IL CONTESTO
"Fashion as a dictatorship of the élite is dead", decreta Caterine Milinaire, autorevole foto-giornalista di "Vogue" nel suo best seller "Cheap-chic" del 1975.
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