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Nel 2000 Nanni Strada ha pubblicato Moda design (Editoriale Modo), un piccolo volume dedicato al proprio percorso professionale: tema conduttore di questo racconto autobiografico è la differenza, per molti a tutt'oggi non chiara, eppure fondamentale, tra moda e design di moda (o fashion design). Ma in cosa consiste questa differenza?
Delle due figure professionali, il fashion designer è una vera mosca bianca per rarità, mentre la seconda, lo stilista, ha assunto un rilievo e un'importanza, per il pubblico, straripante.
Diversissimo il loro modo di operare: lo stilista determina il look creando l'immagine della donna, ne influenza addirittura l'aspetto fisico che diverrà il modello per il pubblico il quale, a sua volta, farà di tutto per adeguarvisi. Tanto più riuscirà in questo scopo e tanto più sarà attuale e alla moda; naturalmente il modello cambierà di stagione in stagione.
Il percorso progettuale del fashion designer, viceversa, cerca di ad esempio di individuare delle possibilità innovative della tecnologia tessile e ricerca delle soluzioni applicative e di forma, filtrandole attraverso una visione delle tendenze e dei linguaggi. Determinando un proprio linguaggio ispirato a una sua "filosofia", lo riverserà nel prodotto.
L'obiettivo dello stilista è così quello di catturare l'inconscio del consumatore abbigliando e proponendo come testimonial il divo del momento affinché il pubblico si identifichi con quest'ultimo e scelga lo stesso prodotto.
L'obiettivo del fashion designer è, invece, quello di creare un indumento che si collochi nel contesto variegato dei linguaggi contraddittori del nostro tempo in maniera dialettica e creativa.
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